Le Nature Based Solutions sono già qui!

Per quanto possa sembrare una notizia sorprendente, le NBS – Nature Based Solutions sono già qui: sono… La Natura stessa!

Infatti, la soluzione più avanzata che l’Uomo promuove come rimedio ai disastri che ha causato è… “cosa vecchia”. Prendiamo l’impegno dalla Cina di diventare Carbon Neutral entro il 2060: sembra che gli strumenti più importanti per realizzarla siano le Nature Based Solutions, come il rimboschimento.

Ma nessuna imitazione umana della Natura è efficace come la Natura stessa. Ad esempio, le foreste monocolturali sone decisamente inferiori alle foreste naturali in termini di biodiversità. Lo sono anche in termini di capacità di assorbimento del carbonio (quasi da 1 a 3). E che dire degli oceani? La capacità di oceani sani di assorbire CO2 è enorme. Ma una volta ridotti gli oceani a enormi pozze morte e acide, cosa dovremmo fare: costruire oceani artificiali “mono-pesce” da qualche parte come Offset?

Il punto è delicato, perché a noi umani piace sviluppare tecnologie, convinti di essere onnipotenti e poter risolvere ogni problema. Tuttavia, per qualsiasi soluzione cerchiamo di dare a problemi che noi stessi abbiamo causato a sistemi ipercomplessi come il clima, creiamo più problemi di quanti ne risolviamo.

Il problema degli Offset

Compensare le emissioni di CO2 con l’acquisto di quote di progetti forestali è un’azione molto popolare. Piace molto a chi si occupa di comunicazione e marketing. Un fatto che già di per sé desta allarme. Attenzione: sostenere progetti di riforestazione non ha nulla di sbagliato in sé. Ma per un’azienda è un modo sbrigativo per evitare di affrontare il problema delle emissioni di gas serra.

L’emissione massiccia di gas serra è un problema serio per l’impresa, per almeno due motivi:

  • L’emissione è la conseguenza di processi, il che significa spendere denaro in energia, materia e lavoro
  • I programmi ETS e altre tariffe rappresentano un costo che è destinato a crescere con l’aggravarsi dell’emergenza climatica
  • ……….. Spazio a disposizione del lettore per ulteriori motivi non attinenti a questo articolo……………

La decisione più saggia

CCS (Carbon Capture and Storage) è un altro mantra tra i preferiti di chi vuole fare affari sui problemi a qualunque costo. La tecnologia esiste, con alcune varianti sullo stesso tema. Tuttavia non è stato ancora dimostrato che sia economicamente sostenibile. Sempre che sia fattibile alla scala necessaria. Inoltre, le soluzioni proposte per lo stoccaggio sono ancora molto problematiche: per cominciare non c’è garanzia che il gas rimanga per sempre nei luoghi di destinazione. Infine, sarebbero necessari enormi capitali ed energia per catturare la CO2 emessa in eccesso nell’ultimo secolo e che ancora oggi emettiamo in quantità che la Natura non è in grado di assorbire.

Di conseguenza, la decisione più saggia per migliorare la sostenibilità di un’azienda sui gas serra non è quella di acquistare più compensazioni, ma di migliorare l’efficienza dei processi.

La distruzione della Natura

Nel frattempo la capacità naturale degli ecosistemi di neutralizzare gli effetti dell’attività umana viene sistematicamente distrutta. La deforestazione è una delle modalità più gravi. Inquinamento, emissioni che causano degrado innescando ulteriore degrado (per esempio la riduzione della copertura di ghiaccio dovuta al riscaldamento che diminuisce l’effetto albedo delle calotte glaciali). Anche la pressione sulle catene alimentari ha i suoi effetti: ad esempio, la pesca eccessiva in alcune zone genera un effetto a catena che degrada l’ecosistema marino. O gli allevamenti di gamberi che distruggono le mangrovie, causando alterazioni negli ecosistemi costieri con effetti disastrosi. Non c’è limite ai problemi che siamo in grado di causare alla nostra astronave Terra.

Proteggere le NBS naturali

Pertanto, anche presentando le Nature Based Solutions (proposte dall’Uomo) come un modo brillante per affrontare le emergenze climatiche ed ecologiche (causate dell’Uomo), il modo migliore è preservare la Natura stessa. Questo comporta un cambiamento culturale molto forte per il mondo degli affari. Per decenni, gli ambientalisti e gli ecologisti sono stati come una “muleta” (il telo rosso del Matador) agitata davanti agli industriali per farli inferocire.

Imprenditori illuminati come Ray Anderson, defunto CEO di Interface, hanno iniziato a costruire alleanze fruttuose con gli esperti ambientali, accelerando il proprio sforzo verso la sostenibilità. Questo ha portato molti benefici all’ambiente e all’azienda stessa: Interface è divenuta sempre più redditizia lungo il cammino verso “Mount Sustainability”, come lo chiamava Ray. Da allora, sono stati sviluppati approcci Nature Based Solutions molto interessanti, come Biomimicry®, processi e materiali bio-based e così via. Con alcuni eccellenti risultati su piccola scala e molta confusione: per esempio “biodegradabile” o “compostabile” sono oggi alcuni dei concetti più mal interpretati e malamente usati nel marketing B2C.

Togliere una “B”

Oggi la sfida è ancora più grande. Ancora troppo poche aziende si sono convertite alla sostenibilità con forza e rapidità sufficienti a rallentare il ritmo del degrado ecologico. Le soluzioni non possono essere solo “Basate” sulla Natura: non certo nel senso di iniziative mal imitate come il reimpianto di alberi in aree disboscate. C’è un intero modello economico da reinventare. Dev’essere basato sulla Natura in modo da preservare le risorse della nostra ecosfera così come sono, utilizzando processi totalmente circolari e facendo uso di fonti di energia rinnovabili. I processi e i materiali bio-based possono far parte di quest’approccio, a patto che raggiungano l’obiettivo di un impatto neutro sulle risorse naturali. Il principio dev’essere: ciò che viene sottratto viene restituito o rimane nel ciclo per sempre e viene trattato con energia rinnovabile al 100%.

Ma questo non basta: dobbiamo dare alla Natura il tempo e lo spazio per rinnovare le proprie risorse. Vaste aree devono essere lasciate a sé, non toccate dall’Uomo, in modo che nuovi ecosistemi complessi possano svilupparsi nel perfetto equilibrio che solo l’evoluzione naturale raggiunge. La deforestazione e l’eventuale sovrasfruttamento delle risorse della Natura devono cessare se vogliamo che l’ecosistema resti adatto alla vita umana per le generazioni future. Anche per alcune già viventi, in realtà.

La domanda fondamentale

Di conseguenza, c’è una domanda fondamentale che dobbiamo porci: di quante cose abbiamo veramente bisogno? Finora il mantra indiscusso dell’economia è stato “crescita”. Una crescita non qualificata ha portato ad aumentare la produzione di beni, l’uso di energia, lo sfruttamento delle risorse. Ma che dire della qualità della vita umana? La depressione è la seconda causa di disabilità precoce o di mortalità (indice DALY – WHO) per la fascia centrale della popolazione. I conflitti causati dalle risorse naturali, come minerali o acqua, si stanno diffondendo e inasprendo. Ancora più di 3 milioni di bambini muoiono ogni anno di fame in un mondo che spreca tra il 30 e il 35% della sua produzione alimentare. Prestazioni molto deludenti per una società che si dice “sviluppata”.

Dobbiamo passare non solo a un’economia basata sulla sostenibilità, anche con Nature Based Solutions ovviamente. Dobbiamo passare a una società basata sulla soddisfazione dei bisogni fondamentali dell’Uomo (vedi il mio libro Leadership Sostenibile qui). La soddisfazione dei bisogni umani non viene necessariamente dal possesso di beni: questo è un dato di fatto. Ora i leader delle imprese devono porre una domanda a sé stessi e ai loro team: c’è davvero bisogno di continuare come al solito? Si possono trovare modi migliori per soddisfare le esigenze dei clienti e far prosperare le proprie imprese? Per esempio, la servitizzazione è una tendenza emergente nel settore manifatturiero e non è una sorpresa. E molti altri approcci più sostenibili stanno emergendo!

Innovazione con coraggio

In conclusione, questo è il momento in cui dobbiamo andare oltre le Nature Based Solutions. Preservare la Natura dev’essere l’obiettivo primario, come se fossimo l’equipaggio di un sottomarino che preserva l’aria. Ci sono già molte conoscenze a portata di mano. Ne vengono sviluppate altre quasi ogni giorno, che possono essere d’aiuto nel percorso. La produzione e la vendita di beni deve avvenire solo quando necessario e secondo rigidi processi di circolarità. I bisogni umani devono essere al centro di ogni politica e strategia. Innovare con coraggio e integrità in questo senso riserva piacevoli sorprese. Tanto per cominciare una popolazione più felice, più sana e più diffuse prosperità, benessere e pace.

Nel frattempo persone come l’autore di quest’articolo si divertiranno un sacco ad aiutare le imprese ad affrontare la sfida. Tante opportunità si trovano in questo percorso verso il nuovo paradigma. Non vedo l’ora di sedermi al tavolo con la prossima azienda per innestare la sostenibilità integrata nella loro strategia e nelle loro operazioni