L’Alba di un Nuovo Mondo – Parte Quarta

Al “Calcio d’Inizio” della transizione rapida ed efficace verso il successo nell’Era del Climate Change è dedicato il quarto di questa breve serie di 5 articoli sulla Visione e gli scenari futuri di sviluppo delle imprese e del management per il mondo “post-Coronavirus”. Con l’indicazione di 15 Azioni Prioritarie per l’impresa.

Quarta Parte: Azioni Urgenti

Questo quarto articolo della serie sul Nuovo Mondo post Covid-19, riporta in forma schematica le principali azioni che imprenditori e manager devono mettere in atto per integrare rapidamente la sostenibilità nel modello di business, nelle strategie e nelle operazioni e sopravvivere con successo alla transizione in corso. Sottolineo la combinazione del tutto intenzionale delle parole: “sopravvivere”, perché è questione di sopravvivenza, “con successo”, perché si tratta di prosperare nel nuovo paradigma per le imprese che sapranno cambiare radicalmente.

Lo schema delinea anche indirettamente i comportamenti essenziali del management della nuova Era, senza assumere i quali i “capi” d’impresa potranno solo essere dei becchini, più o meno svelti, nell’accompagnamento delle proprie organizzazioni alla bancarotta.

Ecco le priorità (ordine interno alla lista variabile secondo i casi):

  1. Valuta gli impatti dell’attività dell’impresa sul Cambiamento Climatico (dunque per esempio con strumenti quali il calcolo dell’impronta carbonica dell’attività in ottica LCA) e sugli stakeholders (ambiente compreso, sempre in ottica LCA). Soprattutto per le imprese di subfornitura evidentemente la riflessione va fatta in ottica di filiera; non sempre si tratterà di un compito semplice. Comunque è da fare;
  2. Valuta le iniziative necessarie a integrare obiettivi come gli Science Based Targets (come minimo) negli obiettivi strategici dell’impresa e stabilisci milestones e KPI, con indicazione chiara di responsabilità e risorse. L’obiettivo di medio periodo devono essere la carbon neutrality e la circolarità di processi “zero waste”;
  3. Analizza l’attività dell’impresa dal punto di vista degli SDGs (Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite) e dei loro 169 target: a cosa può REALISTICAMENTE E CONCRETAMENTE contribuire e come? Quali obiettivi sta ostacolando con l’attività attuale? Anche qui riallinea gli obiettivi aziendali strategici e operativi e definisci milestones e KPI, con indicazione chiara di responsabilità e risorse;
  4. Monitora l’ambiente normativo e regolatorio in cui l’impresa opera in relazione alla rapida evoluzione di questo aspetto del contesto. Determinare in anticipo i trend della legislazione, dei requisiti richiesti dai finanziatori o dai mercati – che andranno accelerando verso lo Sviluppo Sostenibile e i vari Green Deal in discussione – può costituire un’importante fonte di opportunità mentre il comprenderlo in ritardo può essere mortale;
  5. In contemporanea, rifletti approfonditamente su quali sono i Bisogni Essenziali per soddisfare i quali l’impresa esiste e quali Bisogni eventualmente danneggia. Quest’attività (ma non solo questa) richiede il coinvolgimento attivo, previa mappatura accurata, degli stakeholders e serve a definire le modifiche e innovazioni necessarie al modello di business ;
  6. Nella mappatura degli stakeholders inizia a ragionare in termini di possibili partner per risolvere i problemi d’impatto: pensiero sistemico, sinergia e collaborazione sono le nuove regole del gioco. Valuta, specialmente per gli impatti sociali e ambientali, anche la possibile collaborazione con organizzazioni no-profit e centri studi specializzati;
  7. “Spacchetta” gli obiettivi e i KPI lungo tutte le unità e i processi dell’impresa, in modo che ogni funzione e ogni livello dell’impresa sappia esattamente in cosa contribuisce agli obiettivi. Il raggiungimento degli obiettivi dev’essere “everybody’s job anytime”, ogni persona deve sapere cosa implica ogni sua azione in relazione agli obiettivi per potervi contribuire coscientemente;
  8. Dal punto precedente consegue che la gestione della sostenibilità diviene parte integrante della gestione di input e output di ogni processo; essendo i suoi obiettivi prioritari in quanto funzionali alla sopravvivenza stessa dell’impresa, il bilancio della sostenibilità di un processo diviene dirimente per le decisioni a esso relative;
  9. Inverti l’accountability: dal dialogo con gli stakeholders interni raccogli indicazioni di cosa serve loro per poter raggiungere gli obiettivi fissati e responsabilizza il management affinché si provveda puntualmente. Questa inversione funziona quando gli obiettivi sono motivanti, coinvolgenti, condivisi con trasparenza e autenticità e dunque sentiti come propri da tutte le persone. Se non ci riesci non sei un leader;
  10. Verifica i flussi di comunicazione e lo stato delle relazioni interne alla tua squadra e dell’intera comunità dell’organizzazione. Facilita in ogni modo, anche investendo in formazione ed educazione, lo sviluppo umano, le competenze emotive, sociali, di prevenzione e trasformazione dei conflitti affinché si stabilisca un clima di collaborazione costruttiva. Il miglioramento della qualità della vita delle persone è la base della fiducia con la quale esse ti ricompenseranno nel contribuire alla missione dell’organizzazione. Lo stesso è con la galassia degli stakeholder;
  11. Trasforma il Risk Management tradizionale, quello basato su “controlli” per minimizzare i potenziali danni da eventi avversi, in “gestione dell’incertezza”, cioè dei fattori capaci di influire sulla capacità dell’organizzazione di raggiungere i propri obiettivi. Quest’influenza può essere negativa o positiva e la sua gestione è completamente diversa dalla prima, molto più adatta a “navigare” il Nuovo Mondo e cogliere le sue opportunità. In questa gestione troverai anche spunti preziosi per gestire l’impatto del Climate Change sulla tua impresa – pensa a chi non aveva considerato la possibile “pandemia” paventata dall’OMS – e per cogliere le opportunità del Nuovo Mondo;
  12. Struttura un’efficace gestione della conoscenza all’interno e all’esterno dell’organizzazione in modo da costituire un milieu nel quale la creatività e l’innovazione siano in continuo fermento costruttivo. Ricorda che spesso costa di più custodire gelosamente un know-how, che invecchia inevitabilmente, piuttosto che svilupparne uno innovativo e dirompente;
  13. La comunicazione a monte e a valle nella Catena del Valore e con la galassia degli stakeholders è un fattore vitale nel nuovo pensiero sistemico. Assicurati che la tua “rendicontazione” sia basata su obiettivi chiari e misurabili, trasparente, anche su ciò che non ha funzionato, e coinvolgente, per attrarre collaborazione nel raggiungere gli obiettivi: se giochi pulito, dunque se l’etica è la linea guida delle tue azioni, tutti questi soggetti si sentono “sulla tua stessa barca”. Se non lo fai, non sei un leader; 
  14. Fa in modo che gli obiettivi di sostenibilità si riflettano sulle retribuzioni degli executive e del board. Quanto al valore delle Azioni, le serie storiche di borsa dimostrano che più l’impresa abbraccia la sostenibilità seriamente più i suoi valori azionari crescono oltre il benchmark, dunque la tua impresa sarà automaticamente attraente per gli investitori. A maggior ragione nel Nuovo Mondo;
  15. Misura attivamente gli impatti sociali, ambientali e i risultati economici delle tue strategie di sostenibilità per verificare la loro efficacia. Assicurati che il miglioramento della performance sia parallelo su tutti e tre i “pilastri” della tua sostenibilità e costante, e rendilo continuo con un approccio PDCA.
  16. Questi 15 punti sono le solide basi sulle quali assicurare la resilienza dell’organizzazione al tempo del Climate Change e oltre, nel contesto profondamente mutato che ci troveremo tutti ad affrontare.

Nel prossimo articolo, ora che abbiamo affrontato l’urgenza con una “to do list” vedremo quali saranno le caratteristiche che dovrà avere la formazione di questa nuova “classe dirigente”.

Segue…..